Come ormai avrete capito, sono uno che si prende i suoi tempi!
Qualche settimana fa il mio caro amico Antonio, "barista" virtuale di "Al Bar dello sport" prima e di "Elly e il barista" ora (trovate i link nei link! so geniale eh?), m'ha invitato a partecipare alla "catena" dei cinque libri più importanti o significativi, non ricordo bene, della nostra vita.
Bene, fatta la di sopra doverosa premessa, sono pronto per raccogliere il suo invito e partire.
Ogni volta che penso al libro che m'ha dato di più sotto il profilo umano ed esistenziale, mi viene sempre in mente questo:
CHRISTIANE F.
NOI , I RAGAZZI DELLO ZOO DI BERLINO
Note: E' la storia vera e drammatica di Christiane e dei suoi compagni di viaggio attraverso il tunnel della tossicodipendenza. Lei e' una scolaretta di Berlino , un'angelo caduto nell'inferno dell'eroina , prostituta occasionale nelle luride toilette d'una squallida metropolitana . Questo libro dai toni crudi e' una valida testimonianza sullo spietato mondo della droga e , insieme , un atto d'accusa contro la societa', la brutalita' delle sue metropoli , la sua incapacita' di difendere i piu' giovani e piu' deboli.
Perchè questo libro?
Forse perchè quando l'ho letto avevo più o meno la sua età.
Forse perchè vivevo in una zona di Cagliari dove spesso in pullman t'accompagnavi a persone che andavano in giro con ancora la siringa appesa.
Forse perchè in quel periodo ne morivano parecchi.
La lettura di questo libro è stata per me molto istruttiva, ho imparato che commettere uno sbaglio e rovinarsi la vita per sempre è questione d'un attimo. Lei ripeteva più volte "Posso smettere quando voglio", ma alla fine non è affatto così. Da una dipendenza, qualsiasi essa sia, non smetti quando vuoi! Ho imparato una cosa se volete stupida, ma tanto semplice; ho imparato che è vero... Prevenire è meglio che curare!
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Ora passiamo al secondo. Per la precisione questo è un racconto.
Ero alle medie e di fronte a me avevo il libro di antologia.
Non ricordo perchè, ma avevo preso a sfogliarlo tutto. A scuola non sono mai stato un fenomeno e spesso nei libri di testo non arrivavo mai alle fine. Insomma sfoglio e ad un certo punto la mia attenzione viene rapita da un titolo:"Il gatto nero" - E.A.Poe.
Ragazzi miei nonostante mi stia sforzando, non sono in grado di dirvi quante volte l'ho letto. M'ha letteralmente rapito e posso tranquillamente affermare che in quello stesso giorno è nata la passione per il terrore/grottesco/tutto quello che fa paura. Ricordo che mi son fatto subito prestare da una mia cugina (più grande di me) "I racconti del terrore" poi "I racconti del grottesco" e li ho letti tutti, ma "Il gatto nero" non lo dimenticherò mai.
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Il terzo libro di cui voglio parlare è "Il fu Mattia Pascal".
La lettura non fu proprio spontanea, tutt'altro, faceva parte di una lettura "obbligatoria" nelle vacanze estive, mi pare tra la prima e la seconda superiore. Alla fine però fui io a sceglierlo tra i vari titoli messi a disposizione dall'insegnante.
Che dire, Pirandello, dovrebbe bastare questo.
La cosa che m'ha incuriosito subito nella trama era la possibilità di cambiare identità. Cambiare vita, ricominciare da zero. Quante cose da fare, nessun legame, una sorta di nuova libertà!
Veramente una grande lettura, alla fine ho capito che il nocciolo della questione non era tanto la possibilità di cambiare vita ed essere liberi, ma vivere senza una vera identità alla fine ti rendeva schiavo della tua inesistenza!
Pensate per un attimo di non essere voi, di non essere nessuno, come vi sentite? Alla fine, puoi chiamarti anche Adriano Meis, ma se poi non risulti da nessuna parte, non hai passato... non esisti.
A questa lettura è seguita una luuunga pausa.
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Alla fine della pausa arriva il quarto libro di cui voglio raccontare.
Vi parlo di "Giocatori e amanti" di JACKIE COLLINS.
Non è di sicuro il mio genere, però questo libro, per merito della Collins, dei personaggi, dell'ambientazione o di tutto l'insieme, m'ha ridato la gioia di leggere ed anche di scrivere e m'è piaciuto proprio un sacco!
E' una storia d'amore "impossibile" all'inizio, ma che alla fine... e non ve lo dico, se lo volete sapere, leggetelo!
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In poco più di un ora arrivo alla fine dell'elenco e mi rendo conto che m'ha fatto tanto piacere ricordare di queste letture "dimenticate".
Dicevo, ultimo... ma non per importanza, "Il fiume nero dell'anima" D.R. Koontz. Potevo forse lasciarvi senza parlare di un suo libro? No!
Questo è stato il primo libro che ho letto del mio scrittore preferito ed ogni volta che lo ricordo, mi viene voglia di rileggerlo. Ora è tardi, quindi fatevi bastare questa motivazione! ;)
Anche Koontz ha contribuito a risvegliare in me la voglia di leggere e scrivere... se solo non fossi così lento.
Buonanotte.
P.S. il tutto accompagnato da una fresca (almeno all'inizio!) Guinnes!