NON SONO UN SANTO!
SONO UN SANTO - Proprio "un santo" Berlusconi si era definito, il 10 luglio 2008, salutando i cronisti che lo aspettavano di sera sotto palazzo Grazioli al suo rientro dal G8 di Tokyo. "Andatevi a godere la notte. Io ormai sono un santo", aveva detto loro con un sorriso prima di andare a riposare.
L'UNTO DEL SIGNORE - Era il 25 novembre del 1994 quando Berlusconi, alla convention dell'Udc, diceva, facendo riferimento a se stesso: "Sarebbe veramente grave che qualcuno che è stato scelto dalla gente, l'unto dal Signore, perché c'é qualcosa di divino dall'essere scelto dalla gente, possa pensare di tradire il mandato dei cittadini". Quella frase il Cavaliere ha più volte smentito di averla detta. L'ultima nel 2006 in una intervista a 'Newsweek'; ma anche alla Confcommercio, dicendo: "Semmai ci unge il popolo, qualche volta ci unge, qualche volta va peggio...".
IL GESU' CRISTO DELLA POLITICA - Era una fredda notte di febbraio del 2006 quando, parlando a una platea di imprenditori di Ancona, Berlusconi si sfogò per gli attacchi a lui riservati dalla magistratura: "Io sono il Gesù Cristo della politica, una vittima, paziente, sopporto tutto, mi sacrifico per tutti". Altro riferimento a Gesù il Cavaliere lo fece nella conferenza stampa di chiusura del G8 di Genova raccontando l"ultima cenà del vertice. "I giornali titoleranno domani: Berlusconi si crede anche Gesù Cristo...", disse ironicamente.
CON UDR SBAGLIAI COME CRISTO CON GIUDA - "Anche Gesù ebbe tra i suoi apostoli un traditore, e noi non siamo più bravi di Gesù...", diceva Berlusconi riferendosi ai "traditori" del centrodestra passati all'Udr, il partito di Cossiga, consentendo la nascita del governo D'Alema.
SINITE PARVULOS - Una citazione evangelica, una battuta e un po' di autoironia: Silvio Berlusconi usa questi ingredienti quando, durante una visita al Nuraghe Losa per la campagna elettorale in Sardegna, per far avvicinare due bambini. "Lasciate che i pargoli vengano a me", disse il presidente del Consiglio in tono scherzoso per consentire ai due giovanissimi sostenitori di avvicinarlo per una foto. E poi, scherzando dopo aver dato un'occhiata ai giornalisti presenti: "Adesso mi diranno che mi paragono a Gesù...".
L'UOMO DELLA PROVVIDENZA - Stavolta Berlusconi cita la definizione che di lui diede don Luigi Giussani, il fondatore di Cl. "Don Giussani mi disse: 'Il destino ti ha fatto diventare l'uomo della Provvidenzà, racconta al Meeting di Rimini.









(foto presa in prestito dal blog http://www.claudiocaprara.it)







Dal ruolo dell'avvocato Mills alla social card. Dai proclami sulla sicurezza a quelli su Malpensa. Dalla crisi economica a Noemi.
Vediamo il “servizio pubblico”: i tg dell’ora di pranzo, i primi in onda dopo lo scoop dei due quotidiani. Tg2 (sempre così prodigo di gossip,anche sull’ultima starlette): 5 secondi da studio, meno che per il divorzio di Mel Gibson. Tg1: 15 secondi da studio, affidati all’affranta Susanna Petruni, che occulta le frasi-bomba di Veronica e riesce persino a chiudere con una vecchia frase del premier (ieri insolitamente taciturno): “La signora si è fatta ingannare dai giornali della sinistra”. Tg3: breve servizio di 50 secondi, nemmeno un cenno alle minorenni e all’uomo malato, ordinaria amministrazione e chiusura con l’avvocato Ghedini (tornato sulla breccia dopo mesi di quarantena, causa lodo Alfano) che suona il silenzio su “un fatto privato”. Ma il fatto privato è il divorzio, così come le eventuali scappatelle dell’attempato Cavaliere di Hardcore, nonno settantatreenne di tre (prossimamente quattro) nipotini. Sono invece fatti pubblici, pubblicissimi, le dichiarazioni della persona che conosce meglio di tutti il nostro premier, e che lo definisce “uomo che frequenta le minorenni” e lo paragona a “una persona che non sta bene”. Febbre suina, par di capire.